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	<title>GenovaPost</title>
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	<description>Il web magazine quotidiano</description>
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		<title>Anteprima genovese di &#8220;Black Block&#8221; al Buridda</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 08:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanternemagiche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 22 settembre dalle ore 21.00 anteprima genovese al Buridda di via Bertani per il film “Black Block” di Carlo A. Bachschmidt, in competizione nei giorni scorsi nella sezione Controcampo Italiano della 68ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Il film di Carlo, nominato consulente tecnico dagli avvocati nei processi del G8, offre una prospettiva diversa sulle violenze subite dai manifestanti nel blitz della scuola e nella caserma, raccontato attraverso le testimonianze dirette di alcune vittime come Lena e Niels (Amburgo), Chabi (Zaragoza), Mina (Parigi), Dan (Londra), Michael (Nizza) e Muli (Berlino). Il racconto corale dei protagonisti si snoda(&#8230;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://genovapost.it/lanternemagiche/files/2011/09/black-block-01.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-159" src="http://genovapost.it/lanternemagiche/files/2011/09/black-block-01-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>Giovedì 22 settembre dalle ore 21.00 anteprima genovese al Buridda di via Bertani per il film “Black Block” di Carlo A. Bachschmidt, in competizione nei giorni scorsi nella sezione Controcampo Italiano della 68ma edizione della Mostra del Cinema di Venezia.<br />
Il film di Carlo, nominato consulente tecnico dagli avvocati nei processi del G8, offre una prospettiva diversa sulle violenze subite dai manifestanti nel blitz della scuola e nella caserma, raccontato attraverso le testimonianze dirette di alcune vittime come Lena e Niels (Amburgo), Chabi (Zaragoza), Mina (Parigi), Dan (Londra), Michael (Nizza) e Muli (Berlino). Il racconto corale dei protagonisti si snoda attraverso i ricordi di quanto avvenuto dieci anni fa ma anche nel ritorno a Genova dei ragazzi per le testimonianze nei vari processi.</p>
<p>Titolo Originale: Black Block<br />
Paese / anno: Italia / 2011</p>
<p>Regia: Carlo A. Bachschmidt<br />
Sceneggiatura: Carlo A. Bachschmidt<br />
Fotografia: Stefano Barabino, Harald Erschbaumer<br />
Montaggio: Alessandro Pantano<br />
Colonna sonora: Francesco Cerasi<br />
Produzione: Fandango<br />
Distribuzione: Fandango<br />
Durata: 76&#8242;</p>
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		<title>Inaugura la 14a edizione del Genova Film Festival</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 07:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanternemagiche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[La 14a edizione del Genova Film Festival inaugura stasera lunedì 27 giugno 2011, alle ore 21, nella nuova sede della multisala The Space Cinema, con la proiezione in anteprima del film Promoteo deportado, che apre anche la sezione “Oltre il confine” dedicata al cinema ecuadoriano. Presente in sala, il regista Fernando Mieles parteciperà a un incontro con il pubblico presentato da Cristiano Palozzi e Antonella Sica, direttori artistici del Festival. La serata si concluderà con una degustazione di gastronomia ecuadoriana offerta dal Consolato Generale dell’Ecuador a Genova. Lungometraggio d’esordio vincitore di numerosi premi in patria e in rassegne internazionali, il(&#8230;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La 14<sup>a</sup> edizione del<strong> Genova Film Festival inaugura stasera</strong><strong> lunedì 27 giugno </strong>2011, alle ore 21,<strong> </strong>nella nuova sede della multisala <strong>The Space Cinema</strong>, con la proiezione in <strong>anteprima</strong> del film <strong><em>Promoteo deportado</em></strong>, che apre anche la sezione “Oltre il confine” dedicata al <strong>cinema ecuadoriano</strong>. Presente in sala, il regista <strong>Fernando Mieles</strong> parteciperà a un <strong>incontro con il pubblico</strong> presentato da Cristiano Palozzi e Antonella Sica, direttori artistici del Festival. La serata si concluderà con una degustazione di gastronomia ecuadoriana offerta dal Consolato Generale dell’Ecuador a Genova.</p>
<p>Lungometraggio d’esordio vincitore di numerosi premi in patria e in rassegne internazionali, il film racchiude nel microcosmo di un aeroporto europeo l’epopea dei nuovi migranti ecuadoriani, in particolare dei due protagonisti, Prometeo, che ha come bagaglio un baule di oggetti magici, e Afrodita, che nasconde la sua identità con il colore artificiale dei capelli e degli occhi. Partiti alla ricerca di un futuro migliore, i due vedono il loro viaggio della speranza bloccato dalla burocrazia in una sala d’attesa sempre più affollata: versione paradigmatica, a tratti dolente, a tratti comica e grottesca, dell’esodo di tanti loro connazionali che, dagli anni 90 in poi, ha avuto come destinazione privilegiata, nel nostro paese, la città di Genova, dove oggi è radicata una delle maggiori comunità ecuadoriane d’Italia (30.000 persone).</p>
<p>Penalizzato per lunghi decenni dalla scarsità di risorse, il <strong>cinema</strong><strong> ecuadoriano</strong> è tornato solo a partire dagli anni 80 alla produzione di lungometraggi (con l’adattamento cinematografico di <em>La Tigra di </em>Camilo Luzuriaga), iniziando una graduale ripresa. Traino del rilancio è stata, soprattutto, l’opera del regista Sebastián Cordero, i cui primi due film <em>Ratas, ratones, rateros </em>(<em>Ratti, topi, ladri, </em>1999) e <em>Cronicas</em> (2004) sono riusciti a raggiungere con successo le ribalte dei grandi festival, da Venezia, a Toronto, a San Sebastián, a Cannes, al Sundance.</p>
<p>Il Genova Film Festival ripercorre con <strong>12 titoli</strong>, tra lungometraggi e corti, la storia più recente di questo giovane cinema che negli ultimi anni – anche grazie alla creazione del Consejo Nacional de Cinematografía – ha continuato a dare prova di costante capacità di crescita e ha visto la definizione di una propria identità sulla scena internazionale, dove ha cominciato a competere sui mercati e a cercare di soddisfare gli standard mondiali di qualità.</p>
<p><strong>Martedì 28 Giugno</p>
<p></strong>Dopo la serata inaugurale, il <strong>Genova Film Festival</strong> dà l’avvio a numerose sezioni, in particolare a quella dedicata al giovane cinema del Kosovo.  Ideale introduzione alla rassegna, è uno dei capitoli della trilogia che il regista Giancarlo Bocchi – documentarista di fama internazionale per il suo intenso lavoro di ricerca sui crimini di guerra e, in specifico, durante i conflitti nei Balcani – ha realizzato &#8220;sul campo&#8221; tra il 1999 e il 2001, il lungometraggio <strong><em>Kosovo nascita e morte di una nazione</em></strong> (ore 16.50, Sala 5): un mosaico di sette storie, che raccontano la tragedia del piccolo paese in lotta per l’indipendenza con uno sguardo è lucido e implacabile sulle ragioni dei genocidi, dei massacri e delle manipolazioni mediatiche.</p>
<p>Nel pomeriggio, al via anche le proiezioni del <strong>Concorso nazionale per Documentari</strong> (dalle ore 15, Sala 7), che quest’anno presenterà 8 titoli in gara, tra cui si registra, per la prima volta, una prevalenza di autrici, segno di quanto il genere si stia affermando come mezzo espressivo anche in ambito femminile. Ai documentari selezionati, molto eterogenei per temi ed ambientazioni, si aggiungeranno in serata le proiezioni del <strong>Concorso Nazionale per Cortometraggi </strong>(dalle ore 20, Sala 7), che vede in gara 19 film, molti dei quali segnati dalla presenza di nomi e volti noti del cinema e della televisione, a conferma del forte interesse nei confronti del formato breve.</p>
<p>Nel pomeriggio, in programma anche il primo titolo della sezione “Proposte”, in collaborazione con il Festival Suq, <strong><em>Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio</em></strong> (ore 17, Sala 7), lungometraggio d’esordio di Isotta Toso<strong> </strong>e originale trasposizione del conflitto interetnico in un vecchio palazzo nel cuore del quartiere romano dell’Esquilino. Nell’ambiente chiuso del condominio, dove si muove una piccola folla variopinta di inquilini segnata da forti differenze di cultura, provenienza, religione, lo “scontro di civiltà” è quotidiano e verte, soprattutto, sull’ascensore, al centro di continue dispute e ripicche.</p>
<p>Sempre nel pomeriggio, in proiezione anche la prima proposta della sezione “Genova per noi”, <strong><em>Lampedusa tutto esaurito</em></strong><strong> </strong>(ore 18, Sala 5)<strong> </strong>di<strong> </strong>Riccardo Frugone. Reportage giornalistico realizzato per Rainews24, il cortometraggio dell’autore genovese è la cronaca di due settimane di ordinaria emergenza a Lampedusa, dove tra marzo e aprile 2011 il numero dei migranti sbarcati – oltre 6000 – ha superato quello dei residenti, tra carenze di soccorsi, tensioni e paura di disordini, generosità e solidarietà della gente dell’isola.</p>
<p>In serata, per il tradizionale spazio riservato alle iniziative editoriali, la presentazione del libro <em>Classici Americani</em> (ore 21, Sala 3) di <strong>Oreste De Fornari</strong>. Con l’autore intervengono l’editore <strong>Francangelo Scapolla</strong> e il critico <strong>Aldo Viganò</strong>. Seguirà la proiezione di<strong><em> Le catene della colpa</em></strong>, il  film di Jacques Tourneur (1947) con Robert Mitchum e Jane Greer – “il più ipnotico dei noir americani”, secondo il libro di De Fornari</p>
<p><strong>Scarica il programma completo delle proiezioni da:</strong><br />
<strong><a href="http://www.genovafilmfestival.org/" target="_blank">www.genovafilmfestival.org</a></strong></p>
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		<title>Viva l&#8217;architettura a Montpellier!</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 14:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lestanzeblu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 15 al 19 giugno 2011 si terrà, a Montpellier, la sesta edizione del Festival des Architectures Vives. Quest'anno, tra gli 11 progetti selezionati, figura il progetto "Expo d'Expé" del genovese studio d'architettura Goagroup.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 15 al 19 giugno 2011 si terrà a Montpellier la sesta edizione del <a title="Festival des Architectures Vives" href="http://festivaldesarchitecturesvives.com/" target="_blank">Festival des Architectures Vives</a>. Quest&#8217;anno, tra gli 11 progetti selezionati da tutto il mondo, figura il progetto &#8220;<a title="Espo d'Expé" href="http://festivaldesarchitecturesvives.com/2011/02/09/goagroup/" target="_blank">Expo d&#8217;Expé</a>&#8221; del genovese studio d&#8217;architettura Goagroup.</p>
<p><a href="http://genovapost.it/lestanzeblu/files/2011/06/untitled.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-71" src="http://genovapost.it/lestanzeblu/files/2011/06/untitled.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a></p>
<p>L&#8217;installazione presenta una foresta di cilindri di tessuto bianco che invade una corte interna, creando passaggi stretti ma anche spazi più generosi in cui scoprirsi a vicenda, dove interno e esterno si confondono. Ci si perde, ci si cerca, ci si rincorre e ci si ritrova. I visitatori, attori dell&#8217;installazione, lasciano le loro tracce su questi cilindri puri, che diventano simboli di vita, d&#8217;esperienza, di condivisione.</p>
<p>Dal sito ufficiale del Festival è possibile <a title="Voto" href="http://festivaldesarchitecturesvives.com/2011/02/09/goagroup/" target="_blank">votare</a> il progetto cliccando sul tasto &#8220;mi piace&#8221;.</p>
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		<title>Testa e croce</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 09:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lestanzeblu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla moneta alla città.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Testa o croce? La numismatica ci insegna che centocinquant&#8217;anni fa era decisamente più facile crogiolarsi nell&#8217;ignavia e affidare le decisioni importanti al caso: su una faccia della moneta c&#8217;era davvero una testa e sull&#8217;altra c&#8217;era davvero una croce. Poi sparirono la testa del re e la croce sabauda, sostituite da simboli allegorici di prosperità e buon governo: cornucopie, bilance, spighe di grano, imbarcazioni, delfini, rami d&#8217;olivo e api, ma soprattutto nuove teste, questa volta femminili, simboleggianti la neonata Repubblica italiana. Quale delle due facce fosse la croce, non era difficile da stabilire: non era la testa.</p>
<p><a href="http://genovapost.it/lestanzeblu/files/2011/04/01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-65" src="http://genovapost.it/lestanzeblu/files/2011/04/01.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Oggi l&#8217;Euro sprona gli indecisi a rinunciare definitivamente all&#8217;arte aleatoria e prendere posizione preventivamente: da una parte della moneta ci sono un continente e un numero, e dall&#8217;altra quasi mai c&#8217;è una testa, quanto meno in Italia&#8230; un Dante non fa Primavera. Eppure, a ben guardare, è con altri visi che nuovamente la moneta unica celebra la porzione di pianeta a cui appartiene: monumenti, piazze e ponti sono i dettagli del volto con il quale gli europei sorridono o fanno il broncio al resto del mondo, il volto delle loro città.</p>
<p>L&#8217;architettura urbana riflette e a sua volta influenza la vita di chi si muove, giorno per giorno, tra le sue pieghe o le sue piaghe. Se la città si identifica nell&#8217;immagine di un solo uomo attraverso un&#8217;estetica uniforme di regime o con gigantografie del capo di stato sulle pareti cieche degli edifici, istintivamente percepiamo la dittatura incombere. Quando, al contrario, l&#8217;architettura rappresenta la collettività, il volto del singolo scompare in favore di forme, tecniche e materiali che parlano a nome di tutti. Durante le riprese del documentario “My Architect” (2003), Shamsul Waves, progettista, confidò a Nathaniel Kahn cosa avesse rappresentato, ben oltre qualsiasi aspetto architettonico, la costruzione del parlamento del Bangladesh a Dhaka, ideato da Louis I. Kahn, padre del regista: “Cinquant&#8217;anni fa non c&#8217;era niente, solo risaie, e quando lo invitammo qui egli sentì su di sé una responsabilità. […] Non era un uomo politico, ma ci ha donato un&#8217;istituzione per la democrazia, un punto di partenza dal quale potessimo innalzarci. Per questo è così importante!”</p>
<p>Dobbiamo, insomma, “<em>progettare</em> e <em>costruire</em> il nostro futuro”, come direbbe uno qualunque dei cartelloni pubblicitari che accarezzano, abbracciano e soffocano ciò che di progettato e costruito già abbiamo in città.</p>
<p><em>Testo e fotografia di Giorgio Tona.</em></p>
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		<title>Genoa-Lecce 4-2</title>
		<link>http://genovapost.it/blog/2011/04/23/genoa-lecce-0-0-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 12:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuela mortari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Partita terminata. Gol di Di Michele, Floro Flores, Di Michele, doppietta di Palacio e ancora Floro Flores]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>93&#8242; Estremo tentativo del Lecce con Munari, Eduardo a valanga salva la porta</p>
<p>90&#8242; Quattro minuti di recupero</p>
<p>89&#8242; Occasione per Kucka dopo una bella azione condotta da Boselli e Dainelli, il tiro da buona posizione è alto</p>
<p>87&#8242; Contropiede del Genoa, Kucka ci prova da fuori area. Deviazione di Fabiano, Rosati in extremis mette in angolo</p>
<p>85&#8242; Rovesciata di Olivera non troppo angolata, Eduardo non si fa sorprendere</p>
<p>83&#8242; Calcio d&#8217;angolo per il Lecce: Fabiano di testa, fuori di poco, Eduardo era comunque sulla traiettoria</p>
<p>80&#8242; Rafinha penetra centralmente e tira. Rosati para sicuro.</p>
<p>78&#8242; Contropiede del Lecce, Di Michele questa volta è sfortunato. Il tiro non è preciso. Rimessa dal fondo</p>
<p>74&#8242; Esce Criscito per Moretti</p>
<p>73&#8242; Bella uscita di Eduardo ad anticipare Di Michele pronto a battere a rete</p>
<p>71&#8242; Esce Giacomazzi per Coppola, ovazione per il centrocampista ex rossoblù</p>
<p>69&#8242; Esce Floro Flores, entra Boselli</p>
<p>66&#8242; Ammonito Dainelli ancora per un ritardo nella battuta di un calcio di punizione, ma questa volta il Genoa protesta, un avversario non stava rispettando la distanza</p>
<p>64&#8242; Escono Konko per Kucka e Donati per Piatti</p>
<p>62&#8242; Quarto gol del Genoa! Floro Flores in scivolata interviene su cross rasoterra di Criscito</p>
<p>58&#8242; Di Michele pericoloso da lontano: Eduardo devia sulla traversa. Calcio d&#8217;angolo per il Lecce senza esito</p>
<p>57&#8242; Ammonito Milanetto, ha ritardato a battere un calcio di punizione</p>
<p>53&#8242; Il Lecce sostituisce Jeda con Corvia</p>
<p>53&#8242; Genoa in vantaggio! Palacio di testa sfrutta un bel cross da calcio d&#8217;angolo di Milanetto</p>
<p>52&#8242; Ammonito Palacio, era diffidato, salterà il Napoli ma sarà pronto per il derby</p>
<p>51&#8242; Ammonito Olivera</p>
<p>46&#8242; Squadre di nuovo in campo, nessun cambio. Il Genoa attacca verso la Nord</p>
<p>Fine primo tempo</p>
<p>43&#8242; Pareggio del Genoa! Palacio. L&#8217;attaccante argentino dopo un batti e ribatti nell&#8217;area piccola riesce a ribadire in rete</p>
<p>41&#8242; Punizione di Floro Flores, Rosati si rifugia in angolo</p>
<p>30&#8242; Gol del Lecce! Di Michele si fa trovare pronto sul secondo palo durante il calcio d&#8217;angolo. La difesa rossoblù non è reattiva e l&#8217;attaccante nell&#8217;area piccola beffa Eduardo</p>
<p>29&#8242; Bello spunto di Palacio sulla sinistra, ma non c&#8217;è nessuno pronto al centro per intercettare l&#8217;assist</p>
<p>20&#8242; Genoa vicino al gol con Antonelli. Il centrocampista scocca un bel diagonale dalla sinistra, Rosati è battutto, ma il pallone termina sul fondo</p>
<p>18&#8242; Floro Flores riceve palla e non ci pensa un attimo a tirare: palla fuori di un soffio</p>
<p>17&#8242; Dopo le due fiammate ora la partita è più tranquilla. Con una prevalenza di possesso palla per il Genoa</p>
<p>10&#8242; Pareggio del Genoa! Floro Flores si allarga in area, assist di Konko e  diagonale preciso alle spalle di Rosati</p>
<p>8&#8242; Punizione del Lecce: Jeda salta di testa in area, alto sopra la traversa</p>
<p>3&#8242; Gol del Lecce! Di Michele indovina una parabola perfetta dal vertice sinistro dell&#8217;area genoana. Eduardo, scavalcato sul secondo palo, non può arrivarci.</p>
<p>2&#8242; Prima occasione per i rossoblù: Rosati miracoloso con un colpo di reni su conclusione di Mesto deviata dalla difesa</p>
<p>Alla lettura della formazione del Lecce applausi dalla Nord</p>
<p>Genoa: Eduardo, Mesto, Dainelli, Kaladze, Criscito (74&#8242; Moretti), Rafinha, Konko (64&#8242; Kucka), Milanetto, Antonelli, Palacio, Floro Flores (69&#8242; Boselli). A disposizione: Scarpi, Jelenic, Destro. Allenatore: Ballardini.</p>
<p>Lecce: Rosati, Tomovic, Giacomazzi (71&#8242; Coppola), Fabiano, Munari, Vives, Olivera, Donati (64&#8242; Piatti), Mesbah, Jeda (53&#8242; Corvia), Di Michele. A disposizione: Benassi, Rispoli, Brivio, Chevanton. Allenatore: De Canio.</p>
<p>Arbitro: Russo di Nola.</p>
<p>Note: ammonito Olivera (L); Palacio (G); Milanetto (G), Dainelli (G); spettatori 21.300 circa</p>
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		<item>
		<title>Genoa-Lecce 4-2</title>
		<link>http://genovapost.it/blog/2011/04/23/genoa-lecce-0-0/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 12:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuela mortari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Partita terminata. Gol di Di Michele, Floro Flores, Di Michele, doppietta di Palacio e ancora Floro Flores]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>93&#8242; Estremo tentativo del Lecce con Munari, Eduardo a valanga salva la porta</p>
<p>90&#8242; Quattro minuti di recupero</p>
<p>89&#8242; Occasione per Kucka dopo una bella azione condotta da Boselli e Dainelli, il tiro da buona posizione è alto</p>
<p>87&#8242; Contropiede del Genoa, Kucka ci prova da fuori area. Deviazione di Fabiano, Rosati in extremis mette in angolo</p>
<p>85&#8242; Rovesciata di Olivera non troppo angolata, Eduardo non si fa sorprendere</p>
<p>83&#8242; Calcio d&#8217;angolo per il Lecce: Fabiano di testa, fuori di poco, Eduardo era comunque sulla traiettoria</p>
<p>80&#8242; Rafinha penetra centralmente e tira. Rosati para sicuro.</p>
<p>78&#8242; Contropiede del Lecce, Di Michele questa volta è sfortunato. Il tiro non è preciso. Rimessa dal fondo</p>
<p>74&#8242; Esce Criscito per Moretti</p>
<p>73&#8242; Bella uscita di Eduardo ad anticipare Di Michele pronto a battere a rete</p>
<p>71&#8242; Esce Giacomazzi per Coppola, ovazione per il centrocampista ex rossoblù</p>
<p>69&#8242; Esce Floro Flores, entra Boselli</p>
<p>66&#8242; Ammonito Dainelli ancora per un ritardo nella battuta di un calcio di punizione, ma questa volta il Genoa protesta, un avversario non stava rispettando la distanza</p>
<p>64&#8242; Escono Konko per Kucka e Donati per Piatti</p>
<p>62&#8242; Quarto gol del Genoa! Floro Flores in scivolata interviene su cross rasoterra di Criscito</p>
<p>58&#8242; Di Michele pericoloso da lontano: Eduardo devia sulla traversa. Calcio d&#8217;angolo per il Lecce senza esito</p>
<p>57&#8242; Ammonito Milanetto, ha ritardato a battere un calcio di punizione</p>
<p>53&#8242; Il Lecce sostituisce Jeda con Corvia</p>
<p>53&#8242; Genoa in vantaggio! Palacio di testa sfrutta un bel cross da calcio d&#8217;angolo di Milanetto</p>
<p>52&#8242; Ammonito Palacio, era diffidato, salterà il Napoli ma sarà pronto per il derby</p>
<p>51&#8242; Ammonito Olivera</p>
<p>46&#8242; Squadre di nuovo in campo, nessun cambio. Il Genoa attacca verso la Nord</p>
<p>Fine primo tempo</p>
<p>43&#8242; Pareggio del Genoa! Palacio. L&#8217;attaccante argentino dopo un batti e ribatti nell&#8217;area piccola riesce a ribadire in rete</p>
<p>41&#8242; Punizione di Floro Flores, Rosati si rifugia in angolo</p>
<p>30&#8242; Gol del Lecce! Di Michele si fa trovare pronto sul secondo palo durante il calcio d&#8217;angolo. La difesa rossoblù non è reattiva e l&#8217;attaccante nell&#8217;area piccola beffa Eduardo</p>
<p>29&#8242; Bello spunto di Palacio sulla sinistra, ma non c&#8217;è nessuno pronto al centro per intercettare l&#8217;assist</p>
<p>20&#8242; Genoa vicino al gol con Antonelli. Il centrocampista scocca un bel diagonale dalla sinistra, Rosati è battutto, ma il pallone termina sul fondo</p>
<p>18&#8242; Floro Flores riceve palla e non ci pensa un attimo a tirare: palla fuori di un soffio</p>
<p>17&#8242; Dopo le due fiammate ora la partita è più tranquilla. Con una prevalenza di possesso palla per il Genoa</p>
<p>10&#8242; Pareggio del Genoa! Floro Flores si allarga in area, assist di Konko e  diagonale preciso alle spalle di Rosati</p>
<p>8&#8242; Punizione del Lecce: Jeda salta di testa in area, alto sopra la traversa</p>
<p>3&#8242; Gol del Lecce! Di Michele indovina una parabola perfetta dal vertice sinistro dell&#8217;area genoana. Eduardo, scavalcato sul secondo palo, non può arrivarci.</p>
<p>2&#8242; Prima occasione per i rossoblù: Rosati miracoloso con un colpo di reni su conclusione di Mesto deviata dalla difesa</p>
<p>Alla lettura della formazione del Lecce applausi dalla Nord</p>
<p>Genoa: Eduardo, Mesto, Dainelli, Kaladze, Criscito (74&#8242; Moretti), Rafinha, Konko (64&#8242; Kucka), Milanetto, Antonelli, Palacio, Floro Flores (69&#8242; Boselli). A disposizione: Scarpi, Jelenic, Destro. Allenatore: Ballardini.</p>
<p>Lecce: Rosati, Tomovic, Giacomazzi (71&#8242; Coppola), Fabiano, Munari, Vives, Olivera, Donati (64&#8242; Piatti), Mesbah, Jeda (53&#8242; Corvia), Di Michele. A disposizione: Benassi, Rispoli, Brivio, Chevanton. Allenatore: De Canio.</p>
<p>Arbitro: Russo di Nola.</p>
<p>Note: ammonito Olivera (L); Palacio (G); Milanetto (G), Dainelli (G); spettatori 21.300 circa</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Genoa-Brescia 3-0</title>
		<link>http://genovapost.it/blog/2011/04/17/genoa-brescia-0-0-2/</link>
		<comments>http://genovapost.it/blog/2011/04/17/genoa-brescia-0-0-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 13:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuela mortari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Antonelli]]></category>
		<category><![CDATA[Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[Genoa]]></category>
		<category><![CDATA[Rafinha]]></category>

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		<description><![CDATA[Partita terminata reti di Rafinha, autorete di Berardi, Antonelli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Partita terminata</p>
<p>95&#8242; Terzo gol del Genoa: Antonelli!</p>
<p>93&#8242; Palacio ci prova ancora, para a terra Arcari</p>
<p>90&#8242; Cinque minuti di recupero</p>
<p>87&#8242; Eduardo ancora protagonista: respinta di pugno su tiro da fuori area di De Jesus</p>
<p>86&#8242; Entra Konko per Milanetto</p>
<p>86&#8242; De Jesus di testa mette in mostra le doti atletiche di Eduardo: tuffo poderoso per deviare la palla in angolo</p>
<p>85&#8242; Il Brescia ci prova con Zambelli, alto sopra la traversa</p>
<p>83&#8242; Esce Floro Flores per Paloschi</p>
<p>78&#8242; Esce Zambelli per De Jesus</p>
<p>78&#8242; Tiro insidioso di Lanzafame, Eduardo c&#8217;è e para in due tempi</p>
<p>75&#8242; Ammonito Zoboli</p>
<p>73&#8242; Occasione Brescia: Lanzafame solo davanti a Eduardo non riesce a girare di testa</p>
<p>71&#8242; Raddoppio del Genoa! Autorete di Berardi per anticipare Palacio</p>
<p>65&#8242; Esce Accardi entra Berardi</p>
<p>65&#8242; Ammonito Diamanti</p>
<p>64&#8242; Eduardo salva il risultato: toglie letteralmente la palla dall&#8217;incrocio dei pali su punizione perfetta di Diamanti</p>
<p>59&#8242; Gol del Genoa: Rafinha! Cross di Palacio e il piccolo centrocampista, lasciato libero, insacca di testa</p>
<p>58&#8242; Primo tiro in porta del secondo tempo: Palacio troppo centrale per impensierire Arcari, che blocca</p>
<p>52&#8242; Esce Kucka per Antonelli nel Genoa, mentre nel Brescia Lanzafame subentra a Koné</p>
<p>50&#8242; Scene di giubilo sugli spalti per i risultati provenienti dalle altre gare e che inguaiano ancora di più la Sampdoria</p>
<p>46&#8242; Ripartiti. Ora il Genoa attacca verso la Nord</p>
<p>Intervallo</p>
<p>45&#8242; Un minuto di recupero</p>
<p>42&#8242; Zebina compie un grande intervento su Floro Flores lanciato in area e pronto al tiro, sventando il pericolo</p>
<p>40&#8242; Palacio arriva nell&#8217;area piccola, ma è troppo defilato e disturbato per tirare bene in porta, la palla finisce sull&#8217;esterno della rete</p>
<p>30&#8242; Grande inserimento di Mesto, che sfrutta un passaggio filtrante di Palacio. Palla al centro, respinta. Sugli sviluppi arriva un corner per il Genoa che si mangia un altro gol sempre con Floro Flores, un po&#8217; sopreso dalla palla, che non inquadra la porta</p>
<p>27&#8242; Genoa vicino al gol: rilancio di Eduardo, Palacio crossa per Floro Flores, l&#8217;attaccante stoppa di petto a seguire e tira a botta sicura, alto di poco</p>
<p>24&#8242; Ammonito Criscito</p>
<p>22&#8242; Palacio di testa verso il centro, dove non c&#8217;è nessuno</p>
<p>18&#8242; Mischia in area rossoblù, in qualche modo la difesa respinge</p>
<p>17&#8242; Ammonito Mesto per gioco falloso</p>
<p>10&#8242; Bella azione del Genoa sulla sinistra, Criscito in velocità per Rossi, che però sbaglia il passaggio di ritorno per lo stesso Criscito</p>
<p>8&#8242; Punizione per il Genoa dai 20 metri: batte Floro Flores, alto</p>
<p>4&#8242; Il Brescia è più motivato, Caracciolo di testa scheggia la traversa</p>
<p>3&#8242; Discesa di Zebina, che entra in area senza opposizione. Eduardo esce e ci mette una pezza</p>
<p>Genoa: Eduardo, Mesto, Dainelli, Kaladze, Criscito, Rafinha, Milanetto (86&#8242; Konko), Kucka (52&#8242; Antonelli), Rossi, Palacio, Floro Flores (83&#8242; Paloschi). A disposizione: Scarpi, Chico, Moretti, Boselli. Allenatore: Ballardini.</p>
<p>Brescia: Arcari, Zebina, Bega, Zoboli, Zambelli, Koné (52&#8242; Lanzafame) Zanetti, Hetemaj, Accardi (65&#8242; Berardi), Diamanti, Caracciolo. A disposizione: Leali, Vass, Mareco, Baiocco, De Jesus. Allenatore: Iachini</p>
<p>Arbitro: Brighi di Cesena</p>
<p>Note: ammoniti Mesto (G), Criscito (G), Zoboli (B) spettatori: 21.400 circa</p>
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		<item>
		<title>Genoa-Brescia 3-0</title>
		<link>http://genovapost.it/blog/2011/04/17/genoa-brescia-0-0/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 13:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuela mortari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Antonelli]]></category>
		<category><![CDATA[Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[Genoa]]></category>
		<category><![CDATA[Rafinha]]></category>

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		<description><![CDATA[Partita terminata reti di Rafinha, autorete di Berardi, Antonelli]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Partita terminata</p>
<p>95&#8242; Terzo gol del Genoa: Antonelli!</p>
<p>93&#8242; Palacio ci prova ancora, para a terra Arcari</p>
<p>90&#8242; Cinque minuti di recupero</p>
<p>87&#8242; Eduardo ancora protagonista: respinta di pugno su tiro da fuori area di De Jesus</p>
<p>86&#8242; Entra Konko per Milanetto</p>
<p>86&#8242; De Jesus di testa mette in mostra le doti atletiche di Eduardo: tuffo poderoso per deviare la palla in angolo</p>
<p>85&#8242; Il Brescia ci prova con Zambelli, alto sopra la traversa</p>
<p>83&#8242; Esce Floro Flores per Paloschi</p>
<p>78&#8242; Esce Zambelli per De Jesus</p>
<p>78&#8242; Tiro insidioso di Lanzafame, Eduardo c&#8217;è e para in due tempi</p>
<p>75&#8242; Ammonito Zoboli</p>
<p>73&#8242; Occasione Brescia: Lanzafame solo davanti a Eduardo non riesce a girare di testa</p>
<p>71&#8242; Raddoppio del Genoa! Autorete di Berardi per anticipare Palacio</p>
<p>65&#8242; Esce Accardi entra Berardi</p>
<p>65&#8242; Ammonito Diamanti</p>
<p>64&#8242; Eduardo salva il risultato: toglie letteralmente la palla dall&#8217;incrocio dei pali su punizione perfetta di Diamanti</p>
<p>59&#8242; Gol del Genoa: Rafinha! Cross di Palacio e il piccolo centrocampista, lasciato libero, insacca di testa</p>
<p>58&#8242; Primo tiro in porta del secondo tempo: Palacio troppo centrale per impensierire Arcari, che blocca</p>
<p>52&#8242; Esce Kucka per Antonelli nel Genoa, mentre nel Brescia Lanzafame subentra a Koné</p>
<p>50&#8242; Scene di giubilo sugli spalti per i risultati provenienti dalle altre gare e che inguaiano ancora di più la Sampdoria</p>
<p>46&#8242; Ripartiti. Ora il Genoa attacca verso la Nord</p>
<p>Intervallo</p>
<p>45&#8242; Un minuto di recupero</p>
<p>42&#8242; Zebina compie un grande intervento su Floro Flores lanciato in area e pronto al tiro, sventando il pericolo</p>
<p>40&#8242; Palacio arriva nell&#8217;area piccola, ma è troppo defilato e disturbato per tirare bene in porta, la palla finisce sull&#8217;esterno della rete</p>
<p>30&#8242; Grande inserimento di Mesto, che sfrutta un passaggio filtrante di Palacio. Palla al centro, respinta. Sugli sviluppi arriva un corner per il Genoa che si mangia un altro gol sempre con Floro Flores, un po&#8217; sopreso dalla palla, che non inquadra la porta</p>
<p>27&#8242; Genoa vicino al gol: rilancio di Eduardo, Palacio crossa per Floro Flores, l&#8217;attaccante stoppa di petto a seguire e tira a botta sicura, alto di poco</p>
<p>24&#8242; Ammonito Criscito</p>
<p>22&#8242; Palacio di testa verso il centro, dove non c&#8217;è nessuno</p>
<p>18&#8242; Mischia in area rossoblù, in qualche modo la difesa respinge</p>
<p>17&#8242; Ammonito Mesto per gioco falloso</p>
<p>10&#8242; Bella azione del Genoa sulla sinistra, Criscito in velocità per Rossi, che però sbaglia il passaggio di ritorno per lo stesso Criscito</p>
<p>8&#8242; Punizione per il Genoa dai 20 metri: batte Floro Flores, alto</p>
<p>4&#8242; Il Brescia è più motivato, Caracciolo di testa scheggia la traversa</p>
<p>3&#8242; Discesa di Zebina, che entra in area senza opposizione. Eduardo esce e ci mette una pezza</p>
<p>Genoa: Eduardo, Mesto, Dainelli, Kaladze, Criscito, Rafinha, Milanetto (86&#8242; Konko), Kucka (52&#8242; Antonelli), Rossi, Palacio, Floro Flores (83&#8242; Paloschi). A disposizione: Scarpi, Chico, Moretti, Boselli. Allenatore: Ballardini.</p>
<p>Brescia: Arcari, Zebina, Bega, Zoboli, Zambelli, Koné (52&#8242; Lanzafame) Zanetti, Hetemaj, Accardi (65&#8242; Berardi), Diamanti, Caracciolo. A disposizione: Leali, Vass, Mareco, Baiocco, De Jesus. Allenatore: Iachini</p>
<p>Arbitro: Brighi di Cesena</p>
<p>Note: ammoniti Mesto (G), Criscito (G), Zoboli (B) spettatori: 21.400 circa</p>
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		</item>
		<item>
		<title>IL GENOVA FILM FESTIVAL alla seconda edizione de LA STORIA IN PIAZZA</title>
		<link>http://genovapost.it/lanternemagiche/2011/04/14/il-genova-film-festival-alla-seconda-edizione-de-la-storia-in-piazza/</link>
		<comments>http://genovapost.it/lanternemagiche/2011/04/14/il-genova-film-festival-alla-seconda-edizione-de-la-storia-in-piazza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 15:41:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanternemagiche</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[LA STORIA IN PIAZZA L’invenzione della guerra 14, 15, 16 e 17 Aprile 2011 Genova, Palazzo Ducale Ingresso gratuito a tutte le iniziative PER QUATTRO GIORNI A GENOVA Dal 14 al 17 aprile a palazzo ducale storici, filosofi, antropologi ma anche attori e registi parleranno non solo delle vicende militari o della trasformazione degli eserciti e delle armi ma come la guerra ha influito, e influisce, sulla storia collettiva, le culture, le mentalità. Anche quest&#8217;anno le proposte cinematografiche del Genova Film Festival a La Storia in Piazza. Sabato 16 Aprile a partire dalle ore 16 proiezioni, incontri con autori e(&#8230;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://genovapost.it/lanternemagiche/files/2011/04/rf1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-149" src="http://genovapost.it/lanternemagiche/files/2011/04/rf1.jpg" alt="" width="320" height="467" /></a>LA STORIA IN PIAZZA<br />
L’invenzione della guerra<br />
14, 15, 16 e 17 Aprile 2011<br />
Genova, Palazzo Ducale<br />
Ingresso gratuito a tutte le iniziative</p>
<p>PER QUATTRO GIORNI A GENOVA<br />
Dal 14 al 17 aprile a palazzo ducale storici, filosofi, antropologi ma anche attori e registi parleranno non solo delle vicende militari o della trasformazione degli eserciti e delle armi ma come la guerra ha influito, e influisce, sulla storia collettiva, le culture, le mentalità.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno le proposte cinematografiche del Genova Film Festival a La Storia in Piazza.<br />
Sabato 16 Aprile a partire dalle ore 16 proiezioni, incontri con autori e registi.</p>
<p>Tra gli ospiti il noto critico cinematografico Claudio G. Fava, che parlerà del cinema di guerra a cui ha recentemente dedicato il saggio “Guerra in cento film” pubblicato dalla casa editrice Le Mani (2010); ed Enzo Monteleone, sceneggiatore del film Premio Oscar Mediterraneo e regista del pluripremiato El Alamein – La linea del fuoco. Di Monteleone avremo la possibilità di vedere il toccante documentario I ragazzi di El Alamein che attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, al di là di ogni presa di posizione politica, tenta di analizzare il lato umano di un episodio della nostra storia che si è sempre cercato di dimenticare.</p>
<p>Sempre Sabato 16 Aprile a partire dalle ore 22 e fino a notte fonda una maratona no-stop di cortometraggi, documentari e presentazioni con registi.<br />
Film che affrontano il tema della guerra attraverso sguardi che spaziano dal realismo, come lo sconvolgente documento, presentato in anteprima a Genova, Sono stato dio in Bosnia. Vita di un mercenario di Erion Kadilli, film-intervista che racconta la storia di Roberto Delle Fave “red devil” – mercenario, satanista, cecchino e professionista della morte durante la guerra nei Balcani -, o come il cortometraggio Rosso Fango di Paolo Ameli, che tratto da una storia vera ci fa rivivere un momento della vita di un soldato che avrebbe potuto cambiare la Storia; fino alla comicità, come Uerra di Paolo Sassanelli.</p>
<p>Di seguito il programma della giornata:</p>
<p>&#8220;CINEMA E GUERRA&#8221;<br />
Sabato 16 aprile<br />
Sala Storia Patria</p>
<p>ore 16.00<br />
SHOOTING MUHAMMAD di Francesco Cannito e Luca Cusani (2008, ﻿50’﻿) documentario<br />
Immagina di essere un rifugiato palestinese di 21 anni, di prendere ogni giorno l’autobus per studiare in un’università all’interno di una colonia israeliana e di essere l’unico studente arabo del tuo corso di laurea…</p>
<p>ore 17.00<br />
I RAGAZZI DI EL ALAMEIN (2002, ﻿52’) di Enzo Monteleone<br />
A sessant&#8217;anni dalla sanguinosa battaglia di El Alamein, parlano i sopravvissuti, i reduci, gli uomini che avevano vent&#8217;anni nell&#8217;ottobre del 1942.<br />
Definito dall&#8217;autore una &#8220;costola&#8221; del film El Alamein &#8211; La linea del fuoco (2002), il documentario raccoglie interviste ai reduci della campagna d&#8217;Africa, incontrati durante le fasi della documentazione per il lungometraggio, rievocandone i momenti più significativi e lo stato d&#8217;animo dei soldati che l&#8217;hanno combattuta.</p>
<p>ore 18.00<br />
Incontro con Claudio G. Fava che parlerà del cinema di guerra a cui ha recentemente dedicato il saggio “Guerra in cento film” pubblicato dalla casa editrice Le Mani (2010).</p>
<p>a seguire</p>
<p>Incontro con Enzo Monteleone<br />
Enzo Monteleone è sceneggiatore e regista di film di successo. Tra le sue sceneggiature: Mediterraneo (premio Oscar 1992 per il miglior film straniero) e Puerto Escondido di Gabriele Salvatores. Tra le sue regie: Ormai è fatta! (1999) con Stefano Accorsi e El Alamein – La linea del fuoco (2002), vincitore di numerosi premi tra cui 3 David di Donatello, 2 Globi d&#8217;Oro, 1 Nastro d&#8217;Argento e il prestigioso premio De Sica.</p>
<p>&#8220;IL CINEMA IN GUERRA FRA REALTA&#8217; E FICTION&#8221;<br />
Sabato 16 aprile<br />
Sala del Minor Consiglio</p>
<p>Ore 22.00</p>
<p>ROSSO FANGO di Paolo Ameli (2002, ﻿12’﻿) fiction<br />
Da una storia vera. Durante una battaglia nella prima guerra mondiale un unico soldato inglese, con un unico colpo di fucile avrebbe potuto cambiare le sorti della storia…<br />
Il film verrà presentato dal regista e da Cristiano Palozzi e Antonella Sica, direttori del Genova Film Festival</p>
<p>RESISTANZ di Maxi Dejoie (2006, ﻿9’﻿) fiction<br />
Resistanz è la storia di un soldato che combatte una guerra per la libertà della sua patria, invasa da un popolo spietato con il solo scopo di sfruttarne le risorse.<br />
Il film verrà presentato dal regista e da Cristiano Palozzi e Antonella Sica, direttori del Genova Film Festival</p>
<p>ANTEPRIMA<br />
SONO STATO DIO IN BOSNIA. VITA DI UN MERCENARIO<br />
di Erion Kadilli (2010, ﻿80’﻿) documentario</p>
<p>Attraverso il racconto in prima persona e il contributo di materiale d&#8217;archivio, si ripercorre la vita di Roberto Delle Fave detto &#8220;red devil&#8221;, mercenario delle guerre balcaniche in Bosnia e Croazia tra il 1992 e il 1995. Il film non è una semplice denuncia dei crimini di guerra, ma la testimonianza della parabola esistenziale di un uomo spinto dall&#8217;emarginazione sociale e lavorativa in un gorgo di violenza e morte.<br />
Un documento sconvolgente che farà discutere.</p>
<p>Il film verrà presentato dal regista e da Cristiano Palozzi e Antonella Sica, direttori del Genova Film Festival</p>
<p>UERRA di Paolo Sassanelli (2009, ﻿15’﻿) fiction<br />
Bari, estate 1946. La guerra è finita ma non soffiano venti di pace tra Paolo e Luigi. Ferito di striscio in Abissinia Paolo vorrebbe la pensione dal sindacato. Luigi gli ricorda il suo passato da fascista. La discussione si anima e il figlioletto Antonio assiste silenzioso all’umiliazione del padre. Con l’aiuto dei fratelli troverà il modo in cui il padre potrà rivalersi.</p>
<p>HABIBI di Davide Del Degan (2010, ﻿22’﻿) fiction<br />
In un mondo apparentemente lontano dal nostro, ogni giorno i bambini cambiano il nome ai loro Giochi, cambiano il nome ai loro sogni e si fanno uomini in fretta. Non possono scegliere e a volte devono sbagliare.</p>
<p>NOVEMBRE &#8211; LE GIORNATE DI TRIESTE di Alberto Guiducci (2005, 35’) fiction<br />
Trieste, 1953. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale la città è sotto l’amministrazione anglo-americana. Le manifestazioni per il ritorno di Trieste all’Italia sono proibite, la tensione sale, divampano tumulti e scontri di piazza.</p>
<p>LA CENA DI EMMAUS di Josè Corvaglia (2006, 11’) fiction<br />
Nascosto tra gli scaffali di un centro commerciale, Mattia, 10 anni, sta giocando a nascondino con i suoi amici, quando viene sorpreso da un commesso e trascinato nel magazzino. Si ritrova così in un’altra terra, un’altra città, un luogo dove nascondersi diventa una necessità. In questo viaggio Mattia conoscerà la guerra, la sofferenza di un popolo e cercherà di scoprire la verità.</p>
<p>REPLAY di Zakaria Boumedian, Camille Delmeule, Fabien Felicite-Zulma, Antony Voisin (2007, 8’24’’) animazione<br />
In un mondo desertico, impoverito dall’uomo, in cui l’ossigeno scarseggia, gli uomini sono costretti a vivere sotto terra. La giovane Lana si deve occupare del fratellino Theo e tutti i giorni porta nel rifugio degli oggetti che trova all’esterno. Un giorno Theo è attratto da uno di questi oggetti…</p>
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		<title>Di barche e di vernice</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 13:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Domaneschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo so, ci sono posti più semplici per ascoltarsi della musica. Anche se è uscito quell&#8221;ultimo album che siete proprio curiosi, e volete ascoltarvelo dall&#8217;inizio alla fine, in santa pace. Ci sono posti più semplici come per esempio a casa, in silenzio, con le casse dello stereo e il suono pulito pulito. Lo so. Invece, mi sono messo sul lettore l&#8217;ultimo di Daniele Silvestri e me lo sono portato fino in fondo al porto antico, in fondo alla passeggiata che si chiama come De Andrè. E lì in mezzo al porto, mentre nelle orecchie andavano via una in fila all&#8217;altra(&#8230;)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://genovapost.it/ultimafermatagenova/files/2011/04/porto_navi.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-145" src="http://genovapost.it/ultimafermatagenova/files/2011/04/porto_navi-1024x768.jpg" alt="" width="737" height="256" /></a></p>
<p>Lo so, ci sono posti più semplici per ascoltarsi della musica. Anche se è uscito quell&#8221;ultimo album che siete proprio curiosi, e volete ascoltarvelo dall&#8217;inizio alla fine, in santa pace. Ci sono posti più semplici come per esempio a casa, in silenzio, con le casse dello stereo e il suono pulito pulito. Lo so. Invece, mi sono messo sul lettore l&#8217;ultimo di Daniele Silvestri e me lo sono portato fino in fondo al porto antico, in fondo alla passeggiata che si chiama come De Andrè. E lì in mezzo al porto, mentre nelle orecchie andavano via una in fila all&#8217;altra quelle storie, fuori tutt&#8217;intorno c&#8217;era quella &#8220;Genova che non si dice/Di barche/Di vernice&#8221; fermata in una strofa di Caproni. Certo, per capire davvero cosa ci sia dietro quel non detto della Genova delle barche e dei colori e degli odori degli smalti che poco sembrano avere a che fare con tutto il mondo dei vicoli, alle loro spalle, occorre camminarsela e ascoltarla, dal vivo. Come è noto, non si possono raccontare gli odori e i colori. A meno di essere Caproni, of course. Se però non lo sei, c&#8217;è una cosa che puoi lo stesso raccontare, che puoi fermare, più modestamente, di quel pezzo di città.</p>
<p>Perchè quello che a tutti sembra un porto, e che volendo stare cinicamente ai fatti, effettivamente, <em>è </em>un porto, almeno per quelli che ci arrivano dal mare e che, dal mare, se ne partono via da Genova, in realtà nasconde dietro a quella sua maschera di luogo di transito, di passaggio, di movimento, una specie di perfetta immobilità. Spiego. Se siete seduti lì in mezzo, senza nessun altro motivo se non ascoltarvi in santa pace l&#8217;ultimo album di Silvestri, arrivati alla seconda traccia, vi sembrerà chiarissimo che non c&#8217;è posto più immobile, più lontano dall&#8217;idea di movimento del porto: &#8220;Di andare dritto proprio non mi va/girare intorno è la mia condizione/Tipo avvoltoio sulla verità/se guardo altrove non è per distrazione&#8221;. Davvero, dimenticate per un attimo tutta quella faccenda dell&#8217;avere chiaro in mente <em>dove </em>andare e, soprattutto, del percorso da attraversare per arrivare da qualche parte. Per chi ce la fa, lo spettacolo di vedere Genova con lo sguardo libero e aperto su tutti i 360 gradi, diventa immediatamente comprensibile. Capisci che per guardarsi intorno così, con tutto quello spazio che non c&#8217;è da nessuna parte, risalendo verso il centro, per poterlo fare, bisogna fermarsi davvero, senza un qualche percorso dello sguardo già prestabilito, l&#8217;occhio aperto tutt&#8217;intorno. Nessun viaggio, nessuna partenza, nessun arrivo. Solo fermarsi, immobili, in mezzo alle barche. E alla vernice.</p>
<p>Perciò, Genova che non si dice, ti viene da pensare, con un pò di presunzione, mentre finisce quella seconda traccia: perciò, ti dici, che Genova è fatta così, che &#8220;Anche se sembra/che nulla mai mi tocchi/quando sorrido/non chiudo certo gli occhi&#8221;. Oh, yeah!</p>
<p>Alla prossima fermata.</p>
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